di Martina Frammartino

(per il dettaglio della stagione 2017-18, consultare la pagina https://www.yuzuruhanyuitalia.it/2014-18/stagione-2017-2018/ ; per lo speciale di Eurosport Hall of Fame, 2021, su Yuzuru Hanyū e Shoma Uno qui il link )

Il quadriennio fra Sochi e PyeongChang è intensissimo, con prestazioni straordinarie alternate da altre sporcate da errori, e una quantità di problemi fisici impressionante. Hanyū viene considerato il favorito per l’oro olimpico fino all’autunno del 2017. Dopo l’oro mondiale del 2014, nel 2015 e nel 2016 ha vinto solo l’argento, preceduto in entrambi i casi da Javier Fernandez, ma tutti sanno che sono stati gli infortuni a impedirgli di esprimersi al meglio in quelle due gare. Quando sta bene… Nel 2015, nell’arco di due settimane, Hanyū ha stabilito sei record del mondo, due nel programma corto, due nel libero e due nel totale, sbriciolando i primati precedenti. E nel 2017 ha vinto il suo secondo Campionato del mondo stabilendo l’ennesimo record, stavolta solo nel programma libero. Un programma perfetto, che di quadrupli ne comprende quattro, compreso il quadruplo loop, salto che lui è stato il primo a completare in gara, nell’autunno del 2016.

Nel mese di settembre 2017 stabilisce un nuovo record del mondo, il 12°, questo nel programma corto. I piani per la stagione sono ambiziosi, la sua idea è completare un libero con cinque quadrupli, e in autunno atterra per la prima volta in gara il quadruplo lutz. In novembre però una caduta durante gli allenamenti ufficiali dell’NHK Trophy si rivela disastrosa per la sua caviglia destra, quella su cui atterra i salti. Si ritira dalla gara e, su consiglio dei medici, sospende gli allenamenti fino a gennaio. Dopo quattro successi consecutivi alla finale del Grand Prix, stavolta non può difendere il suo titolo, come non può provare a rivincere il Campionato nazionale, gara che ha già vinto quattro volte e a cui ha dovuto rinunciare l’anno prima a causa di una malattia. È in questo momento che passa dall’essere il favorito all’essere un’incognita. Guarirà in tempo per i Giochi olimpici? Viene comunque designato per partecipare alla gara in virtù dei punteggi stabiliti nelle due competizioni a cui ha partecipato in autunno e dei risultati delle precedenti stagioni. I suoi compagni di squadra sono Shoma Uno e Keiji Tanaka. Uno, più giovane di Hanyū di tre anni, nel 2017 ha vinto l’argento mondiale alle spalle di Hanyū. Tanaka, coetaneo di Hanyū e suo rivale fin dalle gare nella categoria novice, nel 2018 si piazza 4° al Campionato dei quattro continenti.

Sono Uno e Tanaka a rappresentare il Giappone nella gara a squadre. La federazione giapponese ha chiesto a Hanyū la sua disponibilità, ma Hanyū è stato costretto a rifiutare. Informazioni precise arriveranno solo dopo la fine della gara maschile ai Giochi olimpici, ma di fatto per Hanyū la rinuncia a partecipare alla gara a squadre è una scelta obbligata. Quando ha ricominciato ad allenarsi, all’inizio di gennaio, ha scoperto di dover ricominciare a provare tutto a partire dai salti singoli, e che comunque il piede faceva male anche con i singoli. Il programma corto maschile della gara a squadre si svolge il 9 febbraio, quello della gara maschile individuale si svolge il 16 febbraio. Hanyū rivelerà di aver ricominciato ad atterrare il triplo axel alla fine di gennaio, i primi due quadrupli, toe loop e salchow, qualche giorno più tardi, il quadruplo loop nell’ultimo allenamento prima di partire per la Corea, l’ipotesi di recuperare anche il quadruplo lutz non è mai stata contemplata. La partecipazione alla gara a squadre per lui era impossibile. Il Giappone, rappresentato, oltre che da Uno e Tanaka, da Satoko Miyahara e Kaori Sakamoto nella gara femminile, Miu Suzaki/Ryuichi Kihara in quella delle coppie e Kana Muramoto/Chris Reed nella danza su ghiaccio, si classifica quinto.

Gara singolare – programma corto

(per rivedere gli ultimi gruppi del corto maschile con il commento di M. Ambesi e A. Dolfini, Eurosport, basta andare alla sezione Video dell’Area riservata)

Per i Giochi olimpici Hanyū ha deciso di riproporre i programmi della stagione dei record, la 2015-16: il corto è sulle note della Ballata N. 1 di Fryderyk Chopin, con coreografia di Jeffrey Buttle. Hanyū, che all’inizio della stagione pensava di eseguire due quadrupli in questo programma, loop e toe loop, rinuncia al loop, dal valore base minore ma non sufficientemente sicuro dopo l’infortunio, decide di eseguire un salchow, e punta sulla qualità di esecuzione. E ha ragione. Quello che presenta è un programma perfetto. Quadruplo salchow in apertura, triplo axel e combinazione quadruplo toe loop-triplo toe loop nella seconda metà del programma, una perfezione irraggiungibile per chiunque altro. Il punteggio che ottiene, 111.68 punti, è il secondo più alto della storia, preceduto solo da un punteggio stabilito da lui stesso in autunno.

Gli altri sono dietro. Qualcuno di poco, come Javier Fernandez, campione del mondo nel 2015 e nel 2016 e vincitore degli ultimi sei Campionati europei, staccato di 4.10 punti. Qualcuno un po’ di più, come Shoma Uno, che dopo l’argento all’ultimo Campionato del mondo ha vinto anche l’argento all’ultima finale del Grand Prix, all’ultimo Campionato dei quattro continenti, che ha vinto le ultime due edizioni del Campionato nazionale e che ora pur presentando un salto dal valore base più alto, il quadruplo flip, è staccato di 7.51 punti. Un po’ più in giù ci sono il cinese Boyang Jin, bronzo mondiale nelle ultime due stagioni, vincitore dell’ultimo Campionato dei quattro continenti, capace di eseguire il quadruplo lutz e al momento quarto, e Patrick Chan, vincitore dell’argento olimpico nel 2014 ma non più competitivo a livello di salti e provvisoriamente sesto. Chi sbaglia totalmente il programma corto è il diciottenne statunitense Nathan Chen, vincitore dell’ultima finale del Grand Prix ma in difficoltà a gestire le aspettative della sua nazione alla sua prima partecipazione olimpica. Chen è solo 17°.

Gara singolare – programma libero

(per rivedere gli ultimi gruppi del libero maschile con il commento di M. Ambesi e A. Dolfini, Eurosport, basta andare alla sezione Video dell’Area riservata)

Vista la situazione, Hanyū pianifica con attenzione il suo programma libero. Alcuni distacchi sono consistenti, perciò non è necessario preoccuparsi di quei pattinatori. Il più vicino, Fernandez, ha intenzione di eseguire tre soli quadrupli. Hanyū, che ha intenzione di eseguire un quadruplo in più, e ha piazzato tutte le combinazioni nella seconda metà del programma, ha un valore base più alto, perciò i voti più alti che riceve quando esegue tutto in modo impeccabile e il vantaggio che ha già accumulato sono sufficienti a garantirgli di precedere Fernandez… a patto ovviamente di eseguire tutto in modo impeccabile. Uno ha in programma di eseguire quattro quadrupli, ma la sua esecuzione in genere è meno pulita, i suoi voti sono più bassi, e il distacco è maggiore, e un discorso simile vale anche per Jin, ancora più forte a livello tecnico, ma con un programma più povero a livello di passaggi di transizione e che dovrebbe colmare uno svantaggio di 8.36 punti. Quanto a Chen, che sa eseguire cinque tipi diversi di quadrupli e che ha in programma di eseguirne sei, è staccato di quasi 30 punti.

Conti alla mano, Hanyū decide che è meglio non rischiare. Ha ricominciato ad atterrare il quadruplo loop da troppo poco tempo, le percentuali di riuscita sono basse, e se cadesse su un salto sottoruotato perderebbe tantissimi punti. Escluso il quadruplo loop, Hanyū non vuole rinunciare anche a fare quattro quadrupli. Il nuovo piano prevede di eseguire due volte sia il quadruplo toe loop che il quadruplo salchow il che significa, considerando la regola sulle ripetizioni dei salti, che può eseguire un solo triplo axel. È con un layout inedito che scende in pista per il suo SEIMEI, programma coreografato da Shae-Lynn Bourne sulle musiche di Shigeru Umebayashi per il film Yin-Yang Master e rivisto in alcuni dettagli dopo un incontro con l’attore di kyogen Mansai Nomura, che in Yin-Yang Master aveva rivestito i panni del protagonista del film, l’onmyoji Abe no Seimei.

Quadruplo salchow. Quadruplo toe loop. Triplo flip. Trottola combinata con ingresso in salto e cambio di piede. Sequenza di passi. E, nella seconda età, combinazione quadruplo salchow-triplo toe loop. Tutto perfetto, fino a questo momento. L’errore arriva sul secondo quadruplo toe loop. Hanyū si sbilancia, salva in qualche modo l’atterraggio evitando la caduta, ma perde una combinazione con loop-triplo salchow, e con lei tanti punti. La combinazione successiva sarebbe dovuta essere triplo axel-doppio toe loop, ma, come ha già fatto tante volte dopo un errore, Hanyū cambia i piani in corsa per ridurre il danno. Ciò che esegue alla perfezione è la combinazione triplo axel-loop-triplo salchow, che vale 3.94 punti in più di quella pianificata a tavolino. Triplo loop. Triplo lutz, e di nuovo c’è uno sbilanciamento ma, di nuovo, evita la caduta. Trottola bassa con ingresso in salto e cambio di piede. Sequenza coreografica. Trottola combinata con cambio di piede. Undici elementi perfetti, due salvati in qualche modo, non perfetti ma neppure disastrosi, una combinazione modificata d’impulso per rimediare almeno un po’ a un errore. Un programma epico, e lo sa anche lui, che nella sequenza coreografica ha mostrato tutta la sua gioia.

Quello di Hanyū è solo il secondo programma libero. Chen non ha la sua qualità nell’esecuzione del programma, ma di quadrupli ne ha eseguiti sei, con solo un piccolo errore. È comunque dietro, il programma corto disastroso limiterà il suo piazzamento finale alla quinta posizione. Dopo Hanyū è la volta di Fernandez. I suoi voti sono tutti positivi, ma un salchow che sarebbe dovuto essere quadruplo è solo doppio, e con due soli quadrupli e il quarto programma libero Fernandez vince la medaglia di bronzo. La gara viene chiusa da Uno, che cade sul quadruplo loop iniziale, ha un altro piccolo sbilanciamento, ma realizza il terzo libero e si aggiudica la medaglia d’argento.

L’oro di Hanyū è storico, e non solo perché è l’oro numero 1.000 assegnato nei Giochi olimpici invernali. Hanyū è il primo pattinatore asiatico, tutte le specialità del pattinaggio di figura considerate, a vincere due ori olimpici, e il primo uomo a vincere due ori olimpici consecutivi nella gara maschile dopo Dick Button, capace di completare il doppio successo 66 anni prima. Per il Giappone quello di Hanyū è il primo oro di quest’edizione dei Giochi olimpici – alla fine saranno quattro ori, 13 medaglie in tutto – e soprattutto lui è il primo atleta giapponese a vincere due ori consecutivi in una disciplina individuale nei Giochi olimpici invernali. Un successo ottenuto nonostante l’infortunio alla caviglia destra che lo ha costretto a un riposo forzato molto lungo, a rinunciare ai due salti più importanti del suo bagaglio tecnico, e servirsi degli antidolorifici per contenere almeno in parte il dolore.

Il gala

Nel gala si esibisce su Notte stellata, brano composto da Camille Saint Saëns e Tony Renis e interpretato da Il Volo, con la coreografia di David Wilson. Già adoperato come programma di esibizione nella stagione precedente, per Hanyū Notte stellata è legato al ricordo delle stelle luminose che ha ammirato la sera del terremoto, quando il black out energetico aveva reso le stelle più luminose del solito. Da quelle emozioni, la bellezza e la speranza dopo la tragedia, nel 2023 nascerà uno show, Notte stellata, guidato da proprio da Hanyū. Al suo fianco ci saranno un ridotto cast di pattinatori e un ospite speciale, per un evento che è insieme ricordo e desiderio di andare avanti.

Il protocollo ufficiale: https://www.isuresults.com/results/season1718/owg2018/

By David W. Carmichael – http://davecskatingphoto.com/photos_2018_olympics_men.html, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=71028251