di Martina Frammartino
(per il dettaglio della stagione 2013-14, che proseguirà fino ai Mondiali, consultare la pagina https://www.yuzuruhanyuitalia.it/2010-14/stagione-2013-2014/ )
Nel 2014 Yuzuru Hanyū non si presenta ai Giochi olimpici da favorito, anche se tutti sanno che può salire sul podio. Si è già inserito fra i migliori pattinatori al mondo vincendo un bronzo mondiale nel 2012, alla sua prima partecipazione alla gara, e due medaglie alla finale del Grand Prix, l’argento nel 2012 e l’oro nel 2013, un paio di mesi prima. È stata quest’ultima gara ad alzare le aspettative su di lui perché nel programma corto, Parisienne Walkways, ha stabilito il nuovo record del mondo, il terzo personale, e nel programma libero, Romeo e Giulietta, non si è fermato molto al di sotto del record del mondo stabilito meno di un mese prima da Patrick Chan. La sfida è fra loro due, con Chan che nella stagione ha vinto Skate Canada e l’Internationaux de France, infliggendo a Hanyū distacchi altissimi, e Hanyū che si è preso la rivincita nella finale, relegando il rivale al secondo posto.
Per Chan sarebbe il culmine di una carriera in cui ha già vinto tre ori mondiali, nelle ultime tre edizioni della gara, e due argenti, nel 2009 e nel 2010, medaglie affiancate da due ori, un argento e un bronzo alla finale del Grand Prix e due ori al Campionato dei Quattro continenti. L’oro olimpico nella gara maschile è l’unica medaglia che manca al Canada, nazione che ha vinto 14 ori mondiali con 7 pattinatori diversi, ma che ai Giochi olimpici anche nelle edizioni migliori si è dovuta accontentare dell’argento. Nel 2010 Chan, che aveva un’esperienza internazionale paragonabile a quella di Hanyū nel 2014, si era fermato al quinto posto.
Hanyū è uno dei pattinatori più giovani fra i partecipanti alla gara maschile, a essere più giovani di lui sono solo in tre; uno, Jason Brown, è più giovane di soli 8 giorni. Nell’inverno del 2010, dopo che Chan aveva ottenuto il suo 5° posto olimpico e prima che vincesse l’argento mondiale, Hanyū aveva vinto l’oro al Campionato del mondo junior. Era troppo giovane di alcuni mesi per poter partecipare ai Giochi olimpici di Vancouver, questo anche se si fosse qualificato, cosa non facile in una squadra giapponese che in quegli anni poteva vantare la presenza di tantissimi pattinatori forti.
Durante i Giochi olimpici del 2014 Daisuke Takahashi ha 27 anni e nel 2010 era diventato il primo pattinatore giapponese (e il primo pattinatore asiatico) a vincere una medaglia olimpica nella gara maschile, un bronzo, e a laurearsi campione del mondo. Fra le medaglie da lui vinte vi sono anche un oro, tre argenti e un bronzo alla finale del Grand Prix e due ori, un argento e un bronzo al Campionato dei quattro continenti. La squadra giapponese è completata dal ventitreenne Tatsuki Machida, che si presenta a Sochi dopo aver vinto un argento al Campionato dei quattro continenti come unica medaglia internazionale importante, ma già presente a due finali del Grand Prix, e che concluderà la stagione con un argento al Campionato del mondo vinto grazie a due programmi di altissima qualità.
Sono rimasti esclusi dai Giochi olimpici il ventiquattrenne Takahiko Kozuka, vincitore dell’argento mondiale nel 2011 e di un argento e di un bronzo sia alla finale del Grand Prix che al Campionato dei quattro continenti, il ventiseienne Nobunari Oda, capace di buttare via una medaglia al Campionato del mondo in ben quattro edizioni a causa di un’infrazione della Zayak rule (regola che limita il numero di ripetizioni dei salti all’interno dei programmi), ma vincitore di due argenti e due bronzi alla finale del Grand Prix e di un oro al Campionato dei quattro continenti e il ventitreenne Takahito Mura, ultimo vincitore del Campionato dei quattro continenti e capace, nella stagione successiva, di qualificarsi per la finale del Grand Prix. Per Hanyū è la prima partecipazione olimpica, e il rischio che l’emozione possa giocare brutti scherzi è alto.
Il Giappone ha tre atleti, il massimo possibile. I tre posti sono stati conquistati nel Campionato del mondo del 2013, quando Hanyū, nonostante infortuni al ginocchio sinistro e alla caviglia destra, si è piazzato al quarto posto, e il suo risultato è stato affiancato dal sesto posto di Takahashi. Il numero di posti viene conquistato dagli atleti per la nazione, le designazioni dei singoli atleti sono legate ai risultati della stagione in corso. Hanyū, che in dicembre ha vinto per la seconda volta il Campionato nazionale, ha ottenuto così il diritto di partecipare alla gara.
Il Team Event
I suoi Giochi olimpici iniziano il 6 febbraio con il programma corto del Team Event, una gara a squadre che viene disputata per la prima volta. Per la seconda stagione di fila presenta Parisienne Walkways, con musiche di Gary Moore e coreografia di Jeffrey Buttle. La prestazione è impeccabile, e gli vale il primo posto nel segmento di gara. Narumi Takahashi/Ryuichi Kihara sono ottavi nel programma corto delle coppie, Cathy Reed/Chris Reed ottavi nella short dance, Mao Asada terza nel programma corto femminile. Il Giappone si qualifica per il libero, al quale sono ammesse le cinque migliori squadre, con la quarta posizione. Il quinto posto di Takahashi/Kihara, il terzo di Tatsuki Machida, il quarto di Akiko Suzuki (capitana della squadra) e il quinto di Reed/Reed fanno scendere il Giappone in quinta posizione.
Il Team Event rappresenta anche l’unica competizione in cui Hanyū ha potuto affrontare il suo idolo e mentore Evgeni Plushenko, che batterà nel segmento di gara. La Russia vincerà comunque il titolo grazie anche al libero dello “Zar” – in quel momento l’atleta maschile di singolo più decorato della storia della disciplina, che sarà però costretto al ritiro dalle gare successive a causa di un infortunio nella fase di riscaldamento del programma corto.
Gara singolare – programma corto
Nella gara maschile, che inizia il 13 febbraio, è Hanyū a presentare il programma corto più difficile. Apre con un quadruplo toe loop. Altri 14 pattinatori presentano un quadruplo, o toe loop o salchow, nel loro programma, il solo Kevin Reynolds li presenta entrambi, ma Reynolds sbaglia tutti gli elementi di salto, in due casi non completa le rotazioni, al punto che il suo sarà solo il 17° programma corto. Hanyū è l’unico a presentare due elementi di salto nella seconda metà del programma, dove ricevono una maggiorazione del 10% del valore base perché eseguiti quando la stanchezza si sta facendo sentire. Nonostante un programma difficile, Hanyū esegue tutto alla perfezione.I 101.45 punti che ottiene sono il nuovo record del mondo, ed è la prima volta che in una gara internazionale vengono superati i 100.00 punti. Dietro di lui si piazza Patrick Chan, che è atterrato in modo impreciso sul triplo axel. Gli altri, a partire da Javier Fernandez, terzo con due atterraggi imprecisi, sono molto staccati. Per Fernandez, vincitore degli ultimi due ori europei e dell’ultimo bronzo mondiale, è la seconda partecipazione olimpica dopo il 14° posto del 2010.
(NB: la registrazione degli ultimi 2 gruppi del corto maschile di Eurosport Italia è disponibile nella sezione Video dell’Area Riservata)
Gara singolare – programma libero
Il giorno dopo Hanyū scende in pista nervoso, dopo una notte in cui ha faticato a riposare. Presenta il Romeo e Giulietta con musica di Nino Rota e coreografia di David Wilson. Il primo elemento, un quadruplo salchow, si conclude con una caduta. La caduta in sé non è sorprendente, sono due stagioni che Hanyū include il salto nei programmi liberi, ma la sua percentuale di successo è solo del 17%. Avrebbe potuto rischiare meno, eseguire due quadrupli toe loop, perché sul toe loop sbaglia raramente, ma l’ipotesi, ventilata da Brian Orser, il suo allenatore, per lui è inaccettabile. Per Hanyū è fondamentale dare sempre il massimo, in ogni occasione, anche se questo significa commettere errori, e magari perdere una medaglia.
Il quadruplo toe loop è perfetto. In gara sei pattinatori eseguono con vario successo un quadruplo, altri sei (più Hanyū) ne eseguono due ma, con l’eccezione di Hanyū e Fernandez, gli altri pattinatori eseguono due toe loop (Chan, Machida, Tomas Verner e Brian Joubert), o due salchow (Michal Brezina). Con otto elementi di salto (di cui tre combinazioni) e solo due salti che possono essere ripetuti, questi significa che Chan, Machida, Verner, Joubert e Brezina devono inserire nei loro programmi un salto doppio, mentre Hanyū e Fernandez possono eseguire solo salti tripli. L’unico che esegue tre salti quadrupli è Reynolds, ma ancora una volta la sua esecuzione è molto imprecisa e gli vale un 10° posto nel segmento di gara e un 15° posto finale.
Sul triplo flip, un salto generalmente sicuro per Hanyū, uno sbilanciamento lo costringe a mettere entrambe le mani sul ghiaccio, e il pannello tecnico assegna al salto una caduta. Nella seconda metà del programma Hanyū ha collocato ben cinque elementi di salto, comprese tutte le combinazioni. La scelta è rischiosa perché la stanchezza fa aumentare il rischio di commettere errori, ma con un’esecuzione corretta il punteggio tecnico diventa altissimo per via della maggiorazione sul valore base. Tutti i pattinatori migliori hanno programmato cinque elementi di salto nella seconda metà del programma, ma solo due combinazioni, e uno dei loro salti ha un valore basso a causa della regola sulle ripetizioni. Hanyū completa alcuni elementi, come la combinazione triplo axel-triplo toe loop, con la consueta qualità, su altri fatica un po’. Il problema maggiore arriva sull’ultima combinazione, triplo lutz-loop singolo-triplo salchow. All’atterraggio del loop è lievemente sbilanciato, secondo il pannello tecnico Hanyū ha spostato il peso del corpo, e il valore del triplo salchow viene annullato. Quest’errore farà sì che Hanyū avrà solo il secondo valore base della giornata, preceduto da Machida. Considerando anche i gradi di esecuzione, il suo sarà comunque il punteggio tecnico più alto.
Subito dopo Hanyū scende in pista Chan. Il canadese non cade, ma commette errori su quattro elementi di salto. Il suo è il secondo libero. Con 178.64 punti di libero, 280.09 punti nel totale, Hanyū vince anche il secondo segmento di gara e il titolo. Hanyū diventa il primo pattinatore giapponese (e il primo asiatico) a vincere la medaglia d’oro nella gara maschile. A 19 anni e 69 giorni è il secondo campione olimpico più giovane di sempre in questa competizione, preceduto solo dallo statunitense Dick Button, vincitore nel 1948 a 18 anni e 202 giorni, ma in un contesto molto meno competitivo. La sua è l’unica medaglia d’oro vinta dal Giappone in quest’edizione dei Giochi olimpici, per la nazione il totale include altre 7 medaglie fra argenti e bronzi, ed è il secondo oro in assoluto nel pattinaggio di figura dopo quello vinto da Shizuka Arakawa nella gara femminile nel 2006. Javier Fernandez sarà quarto, penalizzato nel punteggio dall’aver involontariamente trasformato in triplo quello che sarebbe dovuto essere un quadruplo salchow, e dall’aver concluso il programma con un altro triplo salchow, ripetendo un salto di troppo. L’errore comporterà l’annullamento del punteggio dell’ultimo salto. Gli altri due giapponesi, Machida e Takahashi, si piazzeranno al quinto e al sesto posto. A vincere il bronzo sarà Denis Ten, autore del 9° programma corto e del 3° libero. Ten, alla seconda partecipazione olimpica dopo l’11° posto del 2010, ha vinto l’argento nel Campionato del mondo del 2013.
Il gala
Nel gala Hanyū propone White Legend. La musica è quella di Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij nell’interpretazione della violinista giapponese Ikuko Kawai, la coreografia di Nanami Abe, l’allenatrice che lo ha accompagnato nel suo straordinario percorso junior e nelle prime due stagioni senior. White Legend, nato come programma corto per la stagione 2010-11, è stato il programma interpretato da Hanyū in uno show che si è svolto a Kobe nell’aprile del 2011, il cui ricavato è stato destinato alla ricostruzione successiva al Terremoto del Tōhoku.
Quando quasi tutti sarebbero appagati dal risultato e lascerebbero le gare Hanyū, orgoglioso di aver portato alla sua nazione la medaglia d’oro e allo stesso tempo infastidito per gli errori commessi nel libero, decide di allenarsi con ancora maggiore impegno per raggiungere quel pattinaggio ideale che lui ha in mente e che ancora non è riuscito a mostrare.
Il protocollo ufficiale: https://www.isuresults.com/results/owg2014/
